Agenzia: Natural World Safari

Con alloggio in tenda (non si intende la tenda da campeggio): Prezzo : 620 euro a persona (tour di gruppo) 670 euro a persona (tour privato)

Enkorok Camp: alloggio consigliatissimo, anche per i più organizzati ed esperti che faranno il safari da soli. Per provare l’esperienza del safari in Kenya che, pur se turistico, è un pezzo del puzzle essenziale, non potete non rivolgervi ad una delle numerose agenzie che organizzano un pacchetto tutto incluso di safari nel parco naturale (di 2-3 o 4 giorni se non più) alloggio in lodge e pasti. Di base l’offerta è pressoché identica, a scelta tra soluzioni più semplici o più lussuose. Natural world safari è un agenzia seria e consolidata, che organizza tour privati o in gruppo, delineando l’itinerario a puntino.

Il periodo di Gennaio, pur se non quello delle grandi migrazioni di gnu (che sono ormai già nell’altra parte del confine, nel parco del Serengeti, e con loro anche i predatori tra i big five), è più che adatto per chi voglia godersi la fauna e il silenzio della natura senza migliaia di Jeep che gareggiano per posizionarsi nel punto visibilmente più strategico. La nostra fortuna è stata quella di essere stati guidati da Moses, uno degli autisti di più vecchia data che lavora con l’agenzia, chiaramente forgiato dall’esperienza e dalla conoscenza del territorio. Il personale dell’Enkorok camp è stato davvero ospitale e premuroso, il cibo il migliore mangiato durante il nostro viaggio e la ciliegina è stata la compagnia serale a intrattenersi con giochi di magia e fallimentari tentativi di hula hop.

Safari nel Masai Mara:

Per chi non abbia mai vissuto l’esperienza del safari la vivrà probabilmente come un bambino che guarda per la prima volta il re leone.

Alla maniera di Leopardi, fingete lo sguardo nelle interminabili distese roventi della savana, senza porre troppa resistenza all’euforia traballante del caso, lungo le sterrate strade minate di dossi. Munitevi di un binocolo, è davvero importante. Ma per sfidarvi un po’ provate, come fa Moses, ad inquadrare ad occhio nudo un leone da lontano, sullo sfondo ocra, in mimesi con l’erba alta.

Una leonessa sfrutta l’ombra di una Jeep per farsi scudo dal sole e due coppie di leoni ci permettono di pranzare in loro compagnia, mentre beatamente si rotolano, pancia all’aria, sotto la tenera frescura di un albero d’acacia.

Famiglie di elefanti si muovono flemmaticamente sradicando l’erba con le muscolose proboscidi.

Goffi facoceri che zampettano nei campi sembrano ballare al ritmo di hakuna matata e le giraffe con le lunghe ciglia e i musi affusolati, come nella smorfia di un bacio, sembrano essere in una sorta di stato di beata indifferenza.

Sballottolati qua e là, tra le verdastri lingue abitate da predatori e prede, da pascoli di gnu dai volti rabbiosi corrugati e la capigliatura con la fila al centro, dalle innumerevoli specie di Antilopi dall’eleganza invidiabile, non potete non catturare ogni volta un nuovo particolare, una singolarità che sarà più che sufficiente per iniettarvi dentro quella serotonina tipica dello scienziato che apprende qualcosa di sensazionale.